Da Facebook a David Linch il salto è breve


Alcuni giorni fa ho consigliato su Facebook di vedere “il caso di Thomas Crown” con Steve Mcqueen e Faye Dunaway.

Da appassionata di Pierce Brosnan, avevo visto prima il remake con lui e Rene Russo protagonisti. L’avete visto? Molto carino per me, ma scoprire che era un remake e vedere l’originale, è stato uno shock!

Cristo santo gli anni ’70! La fine mi ha lasciato a bocca aperta.

Fatto sta che, partendo dal post su Facebook, sono finita a parlare di altri film con tre persone differenti.

Una persona mi ha segnalato che la stessa serata c’era anche le Onde del destino di Lars Von Trier ( a me non è piaciuto a causa della fine con deriva mistico-religiosa).

Di lì, il salto al concetto di cinema d’autore/di nicchia è stato breve e mi ha portato a confrontarmi con una serie di domande:
– Sempre di Lars: Dogville è geniale o impossibile da guardare?
– La linea rossa o altri di Terrence Mallick sono comprensibili e guardabili o bisogna aggiungere il suffisso IN-?
– Che ne pensi dei film (e qui tremano le ginocchia) di David Linch?
– Il cinema d’autore è una posa a prescindere o si va a gusto?

Per me, così come per la musica e l’arte nel senso più ampio, si tratta di una questione di gusto e di risonanze che un’opera (film quadro, canzone…) ha in te.
Il vero valore dell’artista, anche di fronte a qualcosa di incomprensibile, sta nel riuscire, anche a livello inconscio, a produrre qualcosa che in un modo o nell’altro ti tocca, genera emozioni e attiva pensieri.

Il confronto con i miei amici, mi ha fatto venire voglia di capirci di più e così, cercando i film che meno ho compreso e che so, forse, meno spiegare perchè mi piacciono, sono incappata in David Linch.

Ho trovato questa splendida intervista  (link: https://youtu.be/QssleSenCz8) sul significato dell’incredibilmente onirico surreale “Mulholland drive” ed ho scoperto che quel “qualcosa che ti tocca”, lui le chiama Ideas

Inutile dire che trovo interessantissimo il video -per capire il suo processo creativo- e fantastico il fatto che David Linch si rifiuti di parlare di “tema” (themes vs ideas).

E poi il paragone con la musica…

Sì, lo adoro 😉

ps: E voi che ne pensate? del cinema d’autore, delle idee? Serve per forza una trama?

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